Ed è così che nasce questa idea. Un irrequieto desiderio di costruire una casa che possa prendersi cura dei miei racconti fotografici: quelli che hanno già una forma, quelli ancora non raccontati o che mai avrei pensato di recuperare, e poi tutti quelli ancora da trovare.
Frammenti di vita che resistono grazie ad uno scatto. Un dono prezioso per chi resetta spesso il disco per salvare spazio: le fotografie hanno il potere di ricostruire momenti che non ricordavo più, e ogni volta, ecco, la gioia di potermi stupire ancora.
Poi, l’impazienza di nuove esperienze da fare, posti da conoscere, viaggi ancora da cominciare. Uno stimolo. La ricerca di energia creativa per risvegliare istinti sopiti. O la fiducia di un rientro, pigro ma solido e concreto, verso quello che era la nostra realtà prima di Marzo 2020. Una realtà fortificata da un’esperienza unica nel suo genere, che ci ha scavato nel profondo, rendendo le nostre emozioni ancora più intense, intime, radicate. Che ci ha fatto riscoprire l’incredibile potere di un abbraccio, la commozione di un incontro, la meraviglia di un piccolo, piccolissimo gesto. Lacrime che liberano emozioni, emozioni che risvegliano lacrime. La vertigine di un salto oltre la voragine. Verso altro, più vibrante, intenso. Una vita rara, da mordere senza esitazione. Una speranza. Tante nuove valigie ancora da fare.
Ed infine, la voglia di confrontarsi, di vedere le mie valigie attraverso occhi diversi dai miei, alla ricerca di un dialogo, di altre prospettive, altre luci. Oppure perchè no, di avere il privilegio di poter aprire le valigie di altri..

